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Criticata, si ritira la candidata bulgara alla commissione UE

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Criticata, si ritira la candidata bulgara alla commissione UE

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Non è servito il fedele appoggio dei popolari: si spengono i riflettori sul ministro degli esteri bulgaro Rumiana Jeleva candidata al posto di Commissario europeo per gli aiuti umanitari. La signora si ritira e si dimette anche da ministro di Sofia (dimissioni, queste ultime, respinte). Le accuse, un misto di incompetenza e mancata trasparenza negli affari esposti al conflitto di interessi. Respingendo la Jeleva, gli europarlamentari inviano un messaggio alla Bulgaria messa sotto pressione da Bruxelles perché affronti il problema della corruzione e della criminalità organizzata.
Ma per i popolari, tutto questo balletto di nomine non è che una caccia alle streghe da parte dei socialisti.

“Non credo che la candidata bulgara non avesse le capacità per diventare un buon commissario, credo piuttosto che sia stata vittima di una guerra politica molti patetica”, dice Joseph Daul.

Tutto questo si iscrive nelle nuove dinamiche di funzionamento dell’Unione europea, dopo il trattato di Lisbona.

“Non è una battaglia tra gruppi politici, dice il capogruppo dei socialisti, sono invece i conservatori che non vogliono comprendere che benchè siano il gruppo più forte non hanno la maggioranza”.

Strategie politiche e giochi di forza hanno fatto si che la data per la presentazione della commissione al completo sia slittata al 9 febbraio, salvo ulteriori intoppi. Kristalina Georgieva, attuale numero due alla banca mondiale, è il candidato sostitutivo, sempre Bulgaro, anche se resta da confermare il portafogli. Questa volta non dovrebbero esserci dubbi sulla competenza politica della Georgieva.