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Haiti: stato di emergenza

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Haiti: stato di emergenza

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Ad Haiti è stato proclamato lo stato di emergenza per tutto gennaio ed è stato indetto un mese di lutto nazionale. Ma per le decine di migliaia di persone che mancano di tutto, non fa grande differenza. Le organizzazioni umanitarie internazionali denunciano gli ostacoli che hanno finora impedito il loro lavoro: a 6 giorni dal sisma non c‘è cibo, né acqua, né medicinali a sufficienza. Una situazione che genera episodi di sciacallaggio, saccheggi e violenza, le prime vittime sono ancora e sempre i terremotati.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon è arrivato ieri sull’isola per rendersi conto di persona. Una missione di caschi blu è da tempo sul posto e Ban è stato accolto bene dalla popolazione. Il Segretario Generale ha tra l’altro auspicato che l’Unione Europea sia associata allo sforzo umanitario.

Al passaggio di Ban alcuni gli hanno consigliato di non lasciare gli aiuti nelle mani del governo haitiano: “Sono ladri e corrotti” dicono questi giovani.

L’ambasciata degli Stati Uniti fa sapere che oggi inizia la distribuzione degli aiuti americani in 14 luoghi di Port-au-Prince. Quel che resta delle autorità haitiane ha chiesto a Washington di assumere il controllo della situazione, ma c‘è chi accusa proprio gli Stati Uniti di aver monopolizzato la gestione della crisi, emarginando personale e attrezzatura non americani e di aver privilegiato l’aspetto sicurezza rallentando, di fatto, i soccorsi.