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Haiti: fame e violenza, polemiche sugli aiuti

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Haiti: fame e violenza, polemiche sugli aiuti

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La benzina delle violenze sul fuoco di ritardi e caos organizzativo. A innescare la miscela esplosiva ancora la distribuzione degli aiuti umanitari. Mentre la gestione statunitense dell’aeroporto crea frizioni con Onu e altri paesi, a farne le spese è la popolazione affamata di Haiti.
Il problema resta il coordinamento. Intere zone non sono ancora state raggiunte. Dove arrivano, gli aiuti vanno spesso conquistati con la violenza. Una lotta fra poveri, che penalizza i deboli, imponendo la legge del più forte.

“Il fatto che lancino il cibo dagli elicotteri -commenta un ragazzo haitiano - è davvero terribile. In molti finiscono per non avere nulla, scoppiano delle risse, c‘è che ne esce con la testa fratturata e le ossa rotte. E’ un caos totale”.

La situazione è fuori controllo per gli stessi soccorritori. Impotenti di fronte alle richieste della popolazione, sempre più spesso si trovano a dover respingere gli affamati con la forza.
Scene che si sono ripetute anche all’esterno di un magazzino del Programma Alimentare Internazionale, nei pressi di Port-au Prince. “Ieri abbiamo distribuito alla popolazione 10.000 razioni – spiega Alejandro Lopez Chicheri -. Oggi stiamo cercando di arrivare a 39.000, ma continueremo a potenziare la distribuzione, fino a raggiungere 60.000 persone al giorno. Dobbiamo però fare i conti con il collasso generale del paese. La città è praticamente distrutta e moltissime strade sono impraticabili”.

Sempre più spesso, fame ed esasperazione degenerano in violenza. Criminalità e saccheggi sono ormai all’ordine del giorno, bande armate di machete terrorizzano gli sfollati: un’anarchia a cui la polizia locale pare ormai essersi arresa.