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Ucraina verso le presidenziali tra veleni e accuse

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Ucraina verso le presidenziali tra veleni e accuse

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L’Ucraina verso le presidenziali di domenica, fra timori di brogli e toni sempre più aspri. Incertezza e veleni della vigilia, non fanno che coronare una campagna elettorale all’insegna di accuse reciproche e colpi bassi fra i principali candidati.
Scenario più probabile un ballottaggio il prossimo sette febbraio.
Traguardo, che appare praticamente certo per l’ex premier Viktor Yanukovitch. Sostenuto dagli industriali dell’est e del sud russofono e forte di un restyling di toni e immagine, il grande sconfitto del duemilaquattro, gode inoltre delle preziose simpatie del Cremlino.
A farne le spese sarebbe anzitutto l’attuale primo ministro Ioulia Timochenko: icona filo-occidentale della rivoluzione arancione, da molti accusata di aver tradito le speranze di riforma e stabilità del paese. A pesare come un macigno, anche il rimprovero di un’inadeguata risposta alla crisi economica che ha piegato l’Ucraina.
“Nella società si respira il forte desiderio di una terza e nuova forza – spiega l’analista indipendente Olexander Dergachev -. Le alternative di fatto non mancherebbero e tra gli altri candidati alcuni sono per di più anche molto interessanti. Salvo un miracolo, difficile però che riusciranno a incidere sul risultato finale”.
Miracolo in cui potrebbe riuscire l’uomo d’affari ed ex presidente della banca centrale Sergey Tigipko. Ingombrante outsider che secondo gli ultimi sondaggi realizzati da un istituto russo, con oltre il 14% dei consensi avrebbe già scavalcato di misura la Tymoschenko.