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Haiti: la collera dei superstiti del terremoto

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Haiti: la collera dei superstiti del terremoto

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Dopo la tragedia, la rabbia e la violenza. A tre giorni dal sisma che ha colpito Haiti, causando almeno 50 mila vittime, tra la popolazione monta la collera. La situazione nella capitale Port-au-Prince è disperata. Fame e sete, oltre alla mancanza di un tetto, sono l’emergenza di chi è riuscito a sopravvivere. Gli aiuti internazionali arrivano con il contagocce. Uno dei magazzini del Programma alimentare mondiale sarebbe stato saccheggiato.

I corpi dei senza vita, già in decomposizione,
vengono accatastati nelle strade, mentre si teme che il caldo tropicale faccia scoppiare un’epidemia. Finora più di settemila cadaveri sono stati sepolti in fosse comuni.

Port-au-Prince, prima di martedì, contava 2.800.000 abitanti. Il sisma, in alcuni quartieri della città, ha raso al suolo il 70% delle case. L’Onu ha fatto sapere che finora le promesse economiche di aiuto ammontano a circa 187 milioni di euro.

I soccorritori scavano tra le macerie alla ricerca dei superstiti in una disperata lotta contro il tempo. Ma occorre fare presto. E la macchina degli aiuti appare troppo poco coordinata. Trentasei gli italiani che ancora mancano all’appello.