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Haiti, i soccorsi internazionali sul terreno

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Haiti, i soccorsi internazionali sul terreno

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La comunità internazionale passa ai fatti. Le equipe di soccorritori arrivano sull’isola ed entrano nella fase attiva della ricerca. Finora il lavoro di volontari tra la popolazione locale è stato cruciale. D’ora in avanti materiali adeguati e preparazione specifica faranno la differenza.

“Abbiamo portato scavatrici, flessibili per il cemento armato, materiale per l’ascolto sotto le macerie, unità cinofile” dice uno degli uomini della protezione civile francese. “Abbiamo medici, infermieri, materiale di pronto soccorso”.

Dodici finora i Paesi europei che hanno fornito materiale per le ricerche. La Commissione ha sbloccato 3 milioni di euro di aiuti. L’industria farmaceutica francese ha annunciato l’invio di 56.000 kit di primo soccorso. I volontari conservano l’ottimismo:

“Molti dei soccorritori che sono qui hanno oltre 20 anni di esperienza” dice uno spagnolo. “E l’esperienza ci insegna che in questi casi si possono ritrovare dei sopravvissuti fino a 10, 12, 14 giorni dopo il terremoto”.

La corsa contro il tempo continua, mentre le ambasciate di tutto il mondo fanno il conto dei dispersi: oltre ai 100 italiani coi quali la Fernesina non è riuscita a entrare in contatto, sono 50 i dispersi per la Spagna, 60 per la Francia che ha già accertato 6 morti.