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Haiti: gioia in Francia e Usa per i primi rimpatri

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Haiti: gioia in Francia e Usa per i primi rimpatri

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Festa e sollievo all’aeroporto di New York, per il ritorno da Haiti di un gruppo della Chiesa Metodista Unita della Trinità. Negli abbracci si sciolgono paura e apprensione, in queste ore comuni a tante famiglie, che dall’isola caraibica attendono notizie dei propri cari. Nel gruppo di preghiera anche molti bambini, colti dal terremoto all’interno di un orfanotrofio.
“Siamo scappati il più rapidamente possibile – racconta una partecipante al viaggio -. Una volta fuori, abbiamo visto le pareti tremare e l’edificio crollarci vicino. Poi siamo saltati su uno scuolabus, che lungo il tragitto si è quasi capovolto. Ma grazie al cielo alla fine fine ce l’abbiamo fatta”.
All’aeroporto parigino di Orly, intanto, il rimpatrio dei primi cittadini francesi. Quasi centocinquanta, sui millequattrocento residenti ad Haiti, quelli tornati con due diversi voli. L’accoglienza del Ministro degli esteri Bernard Kouchner non basta a lavare l’orrore della tragedia.
“Vedere i vivi e i morti a così stretto contatto – dice un uomo all’arrivo – è stato uno spettacolo orribile, scioccante. Ci vorrà del tempo per dimenticarlo”.
“Circolare a Port-au-Prince – aggiunge una mamma col suo bambino in braccio – è praticamente impossibile. Le strade sono tutte bloccate dalle macerie, i cadaveri sono ovunque. Il ritorno alla normalità sarà molto lento”.
Il bilancio provvisorio diffuso da Parigi parla di 6 cittadini francesi morti e 60 dispersi. Ancora 36, invece, gli italiani con cui la Farnesina non è riuscita a mettersi in contatto. Per i 160 già rintracciati è allo studio l’ipotesi dell’evacuazione.