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Monumenta 2010: Boltanski al Grand Palais

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Monumenta 2010: Boltanski al Grand Palais

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Il Grand Palais di Parigi ospita la mostra del francese Christian Boltanski. L’artista ha chiesto che il riscaldamento, all’interno della struttura, rimanesse spento per fare in modo che il luogo ricordasse un cimitero. Suo obiettivo: mostrare la debolezza e la fragilità dell’essere umano. Una benna a polipo simboleggia la mano di Dio.

L’installazione si chiama “Personnes”, termine francese che gioca sui suoi due significati:
“persone” e “nessuno”.

“Amo la vita – dice Boltanski – e non mi piace l’idea di morire, ma anche quando vedi un neonato sai che un giorno morirà. Penso sia una cosa del tutto normale, è parte della vita, non è qualcosa che va contro di essa”

In 69 aree centinaia cappotti giaciono a terra e rappresentano i corpi delle persone scomparse.

A fare da colonna sonora alla mostra 400 cuori che battono. Perché il cuore, per Boltanski è molto importante.

In una stanza contigua i visitatori, come la giornalista Agnes Vannouvong, possono registrare il battito del loro cuore che sarà utilizzato in una mostra che verrà allestita sull’isola giapponese di Teshima intitolata “Gli archivi del cuore”.

“E’ un approccio – dice la donna – interessante che permette di fare un inventario e di classificare le cose alle quali normalmente non prestiamo attenzione o che non ascoltiamo. Dopo tutto non ascoltiamo mai il nostro cuore”.

Si tratta della terza edizione di “Monumenta”. Protagonisti delle prime due erano stati Richard Serra e Anselm Kiefer. La mostra rimarrà aperta fino al 21 febbraio.