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Haiti: shock e scavi a mani nude dopo il terremoto

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Haiti: shock e scavi a mani nude dopo il terremoto

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Tra le macerie di Port-au-Prince si continua a lottare per tornare alla vita. Abitazioni private ed edifici amministrativi sono venuti giù come castelli di carta. A mancare è tutto: acqua, cibo, medicinali. In attesa che la macchina degli aiuti entri a pieno regime, la popolazione improvvisa squadre di soccorso e scavi a mani nude.

“Questa era la casa di mio padre – dice un uomo indicando un cumulo di macerie -. Lì sotto c‘è ancora qualcuno, ma non riusciamo a raggiungerlo. Per estrarlo sarà necessaria una ruspa”.

Appena coperti, i corpi recuperati giacciono ancora sui marciapiedi. Intorno, come fantasmi, i superstiti si aggirano sotto shock: feriti e senza più nulla, molti di loro hanno trascorso la seconda notte in un improvvisato campo profughi, sorto al centro della città. Di ora in ora, condizioni igieniche e sanitarie si fanno però sempre più drammatiche. La corsa contro il tempo dei soccorritori rischia di doversi presto confrontare con una nuova minaccia: quella delle epidemie.