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Haiti: i sopravvissuti chiedono aiuto

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Haiti: i sopravvissuti chiedono aiuto

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Il quotidiano già difficile dei due milioni di abitanti di Port au Prince è diventato ora un incubo infinito.

Migliaia di persone sopravvissute al sisma vivono per la strada, magari ferite. Sicuramente senza nulla da mangiare e senza acqua. Mancano i soccorsi e non è possibile prevedere quando saranno davvero attivi.

“Abbiamo bisogno dell’aiuto internazionale, di una mobilitazione d’emergenza – dice un cittadino – Non ci sono ospedali, elettricità, cibo, acqua. I telefoni non vanno. Non c‘è niente. Moltissima gente sta morendo”.

In un’atmosfera da fine del mondo, la popolazione haitiana indica i responsabili di una tragedia annunciata:

“Il governo sapeva che sarebbe successo. Si sono tutelati e non hanno allertato la popolazione. Gli scienziati avevano previsto cosa avrebbe provocato un terremoto qui. Dovevano fermare tutto, tutto quello che si muoveva.”

Le equipe di medici senza frontiere presenti a Haiti stanno curando centinaia di persone ferite e hanno installato ospedali da campo per sostituire le strutture danneggiate.

L’organizzazione invierà altri settanta operatori umanitari.

Ma di fronte a tanta devastazione qualsiasi cifra sembra irrisoria.