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Pechino, fiori alla sede di Google

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Pechino, fiori alla sede di Google

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Un gruppo di internauti cinesi depone dei fiori in segno di lutto di fronte alla sede di Google a Pechino.

Il gesto segue all’annuncio del motore di ricerca statunitense di chiudere con il mercato cinese dopo aver subito diversi tentativi di violazione del proprio sito web, attacchi che sarebbero ispirati da Pechino per carpire informazioni su attivisti dei diritti umani.

Un annuncio che desta ancor piu’ clamore poiché si associa alla volontà di Google di non rispettare piu’ la censura imposta dal governo nelle ricerche, in particolare su temi sensibili come il Tibet.

Rosanne Rifer, Direttore del Programma Asia- Pacifico di Amnesty International:

“Gli attacchi degli hacker ed il tentativo di violare la posta elettronica di attivisti dei diritti umani è molto preoccupante. Abbiamo notato negli ultimi anni numerosi casi analoghi sia in Cina che fuori”

Lasciare la Cina per Google significherebbe rinunciare ad un mercato enorme, pari a 350 milioni di internauti, con introiti che si attestano intorno al miliardo di euro l’anno. Un mercato che finora il motore di ricerca statunitense non è riuscito a conquistare: l’avversario cinese Baidu resta leader, e secondo alcuni osservatori cinesi sarebbe questa la vera ragione del minacciato ritiro.