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Jeleva, il rompicapo della Commissione Barroso

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Jeleva, il rompicapo della Commissione Barroso

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E’ vero o non che suo marito ha rapporti con il crimine organizzato e che lei stessa ha frodato il fisco bulgaro? Ecco i sospetti che non riesce a scrollarsi di dosso il Commissario designato agli Aiuti Umanitari Rumjana Jeleva, la candidata più controversa della nascitura Commissione Europea.

Durante le udienze che precedono il voto, per circa 3 ore gli eurodeputati non le hanno dato respiro per capire se abbia veramente scheletri nell’armadio:

“Ogni accusa circolante sul mio conto e sul conto di mio marito è completamente infondata” ha risposto. “Credo che ora dovremmo concentrarci sul tema dell’audizione”.

Un invito caduto nel vuoto, visto che la Jeleva non è riuscita e distogliere l’attenzione dalle sue vicende personali. Sospettata tra l’altro di presunte irregolarità nella conduzione della società Global Concept, di proprietà della Jeleva, la cui vendita non sarebbe stata dichiarata al fisco, il Commissario designato è stata incalzata dalla deputata bulgara Antonya Parvanova secondo cui i sospetti sulla Jeleva sarebbero attestati da una ampia documentazione.