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Haiti: rischiano di essere centinaia le vittime

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Haiti: rischiano di essere centinaia le vittime

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Port au Prince è una città devastata. Il terremoto che ha investito Haiti ha colpito soprattutto la sua capitale.

Le vittime si contano a centinaia. Molte persone sono ancora sepolte tra le macerie e altre migliaia sono per strada rimaste senza un tetto e prive di acqua e viveri.

La catastrofe nell’isola caraibica è iniziata con una scossa del settimo grado sulla scala richter, lunga un minuto. Poi sono seguite altre due scosse tra il quinto e il sesto grado.

“Abbiamo bisogno di tutto – ha detto l’ambasciatore haitiano negli USA, Raymond Joseph – anche il palazzo del governo è stato danneggiato. Le case delle baraccopoli sulle colline intorno a Port au Prince sono crollate come se fossero di carta”.

Tra gli edifici danneggiati oltre al Palazzo presidenziale anche un ospedale e la sede dell’ONU. Il capo dello stato haitiano Rene Préval e la moglie si sono salvati, mentre sono dati per dispersi molti funzionari delle Nazioni Unite.

Le comunicazioni sono saltate da ore e i soccorsi dei feriti restano molto difficili. Si scava in una corsa contro il tempo per salvare vite umane.

Nella città non c‘è l’elettricità e le strade sono coperte da una coltre di polvere, tutto quello che resta di migliaia di case.

Haiti è il paese più povero del continente americano. L’85 per cento della popolazione vive nella miseria.