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Dall'India l'Aghani Bora, un riso che non deve essere cotto

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Dall'India l'Aghani Bora, un riso che non deve essere cotto

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Siamo in India e questa sembra una risaia come tante altre. E in effetti lo è, a parte il fatto che il riso che qui si coltiva non deve essere cotto prima di essere consumato. L’Istituto Centrale Indiano di ricerca sul Riso di Cuttack ne ha messo a punto una nuova varietà che potrebbe aiutare i contadini più poveri. Il riso “senza cottura” chiamato ‘Aghani Bora’ può essere mangiato semplicemente dopo essere stato messo in ammollo per 45 minuti in acqua a temperatura ambiente.
Di regola il riso viene bollito, maa bollirlo richiede energia.

S.G. Sharma:
“I poveri hanno difficoltà nel reperire combustibili, così utilizzano la legna, cucinano con il gas o il carbone ma oggigiorno queste materie prime sono molto costose. La prima cosa che questa tecnica permette è il risparmio di carburante. La seconda è il risparmio sul tempo di cottura e la terza, siccome non si usano combustibili, è che non viene rilasciata altra CO2 nell’atmosfera”.

Molto importante: gli scienziati indiani garantiscono che questa varietà di riso non è geneticamente modificata. L’Aghani Bora è stato sviluppato come un ibrido tra un riso morbido tradizionale e una varietà ad alto rendimento, e può essere coltivato in zone climaticamente diverse dell’India. Nei tre anni di lavoro, i ricercatori hanno testato la resistenza delle colture, le loro proprietà nutrizionali e altri parametri biochimici.

Tapan Kumar Adhya:
“Stiamo coltivando riso su un’area più vasta, per produrre sementi a sufficienza per gli agricoltori in modo che questi, a loro volta, possano farlo crescere”.

I campi di prova hanno dimostrato che occorrono circa 145 giorni prima di poter raccogliere questo riso, la cui resa è di quattro tonnellate e mezza per ettaro.