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Westerwelle in Yemen, individuati ostaggi tedeschi

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Westerwelle in Yemen, individuati ostaggi tedeschi

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L’attenzione internazionale sul terrorismo nello Yemen ha le sue prime conseguenze positive: una famiglia tedesca, marito, moglie e i tre figli, sono stati localizzati nel Paese della Penisola araba. Sono nelle mani dei rapitori dallo scorso giugno.

A testimoniare l’impegno occidentale nel Paese dopo il fallito attentato del giorno di Natale, la visita a Sanaa ieri del ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle:

“Ci vuole una politica adeguata” ha detto “bisogna investire nel progresso economico, aumentare le opportunità sociali, assicurarsi che lo Yemen non diventi un paradiso per terroristi, combatterli in modo adeguato qui dove si annidano, per il bene del mondo intero”.

Intanto sono Stati Uniti e Gran Bretagna ad essere in prima linea nell’appoggio allo Yemen per la lotta agli estremisti. Unità anti-terrorismo dei due Paesi stanno addestrando le forze dell’ordine yemenite ad affrontare i presunti gruppi di militanti di al Qaeda oltre che al salvataggio di ostaggi.
E un leader islamico yemenita sospettato da parte di Washington di appoggiare gli estremisti avverte: un’intervento americano equivarrebbe ad una occupazione militare.