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Cabinda: dopo l'agguato, la squadra togolese vorrebbe scendere in campo, ma non può

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Cabinda: dopo l'agguato, la squadra togolese vorrebbe scendere in campo, ma non può

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La squadra vuole giocare, il governo non vuole: la nazionale di calcio togolese ha perso tre membri della delegazione nell’agguato di venerdì, quando i ribelli dell’enclave di Cabinda hanno sparato contro gli autobus che portavano la squadra in Uganda, per partecipare alla Coppa d’Africa che si apre oggi. Tre membri della delegazione sono morti: un autista, l’addetto stampa e l’allenatore in seconda, e due giocatori sono feriti. Il Togo dovrebbe scendere in campo domani, ed il governo ha deciso il ritiro. Ma i giocatori, riuniti in conclave, hanno scelto di giocare comunque, proprio ritenendo che sia il miglior modo di ricordare gli amici uccisi e rispondere all’aggressione. Fuggire, dicono, sarebbe da vigliacchi. Ora il premier ha ribadito la decisione del governo: non si gioca, la squadra rientrerà oggi. “Capisco i giocatori – ha detto il primo ministro di Lomé – ma farli scendere in campo sarebbe da irresponsabili”. “Rientreranno oggi”, ha aggiunto.