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Le acque turbolente di Gordon Brown

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Le acque turbolente di Gordon Brown

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Gordon Brown, un leader al tramonto. Sembra il destino del Premier britannico che, già staccato dai conservatori nei sondaggi, deve fare i conti con un altro problema: la fronda interna al suo partito.

In una lettera firmata dagli ex ministri Patricia Hewitt e Geoff Hoon e indirizzata ai deputati laburisti la proposta di sottoporre a voto segreto il nome del leader che guiderà il partito alle elezioni di primavera. John Grogan, deputato laburista, descrive così l’atmosfera all’interno del partito:

“Per essere onesti credo che diversi deputati laburisti quest’anno si siano chiesti: Gordon Brown deve essere il nostro leader fino alle elezioni? Ma credo che ora tutti pensino che abbia le stesse possibilità di chiunque altro di ridurre il nostro ritardo”.

L’iniziativa volta a tagliar fuori Brown non a tutti è piaciuta, soprattutto nel metodo. Ma la maggior parte dei laburisti si chiede comunque chi potrebbe essere il successore del Premier uscente. Il ministro degli Esteri David Miliband glissa per evitare altri scossoni in un momento delicato:

“Ho passato la giornata occupandomi di problemi di governo, ho altro da fare. Se volete scurarmi”.

A meno di 4 mesi dal voto la sola cosa di cui non si possa accusare l’inquilino di Downing Street è di non saper incassare i colpi. Che questo aiuti a non perdere terreno rispetto ai conservatori di David Cameron è tutt’altra storia.