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Labour: contestata la leadership di Gordon Brown

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Labour: contestata la leadership di Gordon Brown

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Sempre più in salita la campagna elettorale di Gordon Brown. Staccato dai conservatori nei sondaggi, il premier britannico si trova ora a fronteggiare anche un nuovo avversario: la fronda interna.
In una lettera indirizzata a tutti i deputati laburisti la proposta di sottoporre a voto segreto il nome del leader che guiderà il partito alle elezioni di primavera. Autori dell’iniziativa gli ex ministri Patricia Hewitt e Geoff Hoon.
“Il nostro intento – spiega quest’ultimo – è fare in modo che nel partito regnino unità e chiarezza. L’alternativa è che si vada avanti per mesi con tutti questi interrogativi sulla leadership, con l’analisi al microscopio delle affermazioni di ogni ministro, per capire se vadano o meno interpretate come una contestazione. Non è così che si può portare avanti con successo una campagna elettorale. Il meccanismo che proponiamo consentirebbe invece di sgombrare il campo da questi dubbi una volta per tutte”.
Succeduto nel 2007 a Tony Blair, Brown è ora sotto la costante pressione dei media, che lo indicano come principale responsabile dei 10 punti di distacco, maturati nei sondaggi dal conservatore David Cameron, al momento in testa col 40% dei consensi.
Una posizione di svantaggio, che ha indotto il premier laburista uscente a giocare d’attacco.
Subito aggressivi i toni assunti dalla sua campagna elettorale. “Soltanto con noi il paese potrà tornare a crescere – ha detto -. Sulla crisi i Tories hanno sbagliato tutto”.
Accuse che Cameron rispedisce al mittente, promettendo una “gestione economica nuova” e mettendo il dito nella piaga: “Non si possono affrontare tempi difficili – ha replicato -, con un premier debole come Gordon Brown”.