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Islanda, referendum deciderà sul rimborso statale alle vittime del crac bancario

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Islanda, referendum deciderà sul rimborso statale alle vittime del crac bancario

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Sarà un referendum a decidere se lo Stato islandese rimborserà le vittime olandesi e britanniche della crisi bancaria che ha colpito l’isola nel 2008. Il Presidente Olafur Ragnar Grimsson ha accolto una petizione dei cittadini che gli chiedevano di non firmare la legge che prevede la restituzione entro il 2024 di 3,8 miliardi di euro agli investitori danneggiati dal crac delle banche. Si tratta del 40% del prodotto interno lordo del Paese.

Quasi 350mila risparmiatori di Gran Bretagna e Paesi Bassi hanno perso i loro soldi investiti sul prodotto finanziario Icesave dell’istituto Landsbanki dopo suo il collasso l’anno scorso.

La decisione del Presidente è stata accolta male da Amsterdam e da Londra. Come ha detto il ministro delle Finanze olandese, Wouter Bos: “Questa decisione è inaccettabile e ci delude molto. Siamo stati accomodanti nella contrattazione, abbiamo offerto al governo islandese un tasso di interesse molto basso e tempi di pagamenti lunghi, perché sappiamo che l’economia islandese è fragile e non possiamo chiedere troppo. Ma loro non si possono aspettare che siano i contribuenti olandesi a pagare per il fallimento delle loro banche e dei loro regolatori”.

Numerosi risparmiatori avevano investito nei fondi “Icesave”, allora famosi per i loro alti rendimenti.

“Sono sicuro che il Fondo monetario internazionale seguirà gli sviluppi di questa vicenda – ha detto il segretario ai Servizi finanzari britannico Paul Myners – e se non si arriverà a una soluzione soddisfacente sarà inevitabilmente l’Europa a doversene occupare”.

La situazione complica i rapporti internazionali di Reykjavik sia con l’Unione europea sia con l’Fmi, che gli ha accordato circa un miliardi e mezzo di euro durante il collasso del sistema bancario.