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Controlli a tappeto e psicosi-bomba. Traffico aereo in tilt per l'allarme terrorismo

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Controlli a tappeto e psicosi-bomba. Traffico aereo in tilt per l'allarme terrorismo

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Psicosi bomba e stretta sui controlli negli aeroporti. Il fallito attentato di Natale al volo Amsterdam-Detroit manda in tilt gli scali internazionali e su tutte le furie i passeggeri. Ultimo a farne le spese il Terminal C di Newark, in tilt per sei ore in seguito a un allerta. Voli cancellati e code interminabili, il prezzo pagato per l’errore di un passeggero, entrato nell’area imbarchi senza passare i controlli.
Una giornata di passione, aggravata dall’entrata in vigore della direttiva con cui gli Stati Uniti hanno risposto alle sferzate del presidente Obama.
Più accurati controlli corporali e al bagaglio di tutti i viaggiatori originari e, in modo casuale, anche di quelli soltanto provenienti da una “lista nera” di
14 paesi considerati a rischio, perché “sponsor del terrorismo internazionale”.
Mentre sul piano diplomatico le prime proteste arrivano dalla Nigeria, su quello pratico a risentirne sono anche gli aeroporti europei.
“Le già elevate misure di sicurezza – spiega l’agente di polizia Nicole Ramrath, in servizio a Francoforte – sono state ulteriormente estese. I passeggeri devono ora mettere di essere perquisiti manualmente. Spesso più di una volta e anche nel loro bagaglio”.
Immediate le ripercussioni su code e tempi di attesa. Indicate però dagli esperti come più efficaci del tradizionale metal detector, le nuove procedure incontrano anche il favore di qualche passeggero:
“I controlli non mi disturbano – dice una turista inglese -. Sono per la nostra sicurezza e quindi… va bene”.
Il sì di Amsterdam e Londra spiana intanto la strada ai body scanner. Presto ne discuterà anche la Commissione per la Sicurezza Aerea dell’Unione Europea.