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Medio Oriente, forse un summit entro gennaio

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Medio Oriente, forse un summit entro gennaio

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I dipendenti degli uffici amministrativi delle colonie in Cisgiordania protestano contro il congelamento della costruzione di nuovi insediamenti decretato dal governo israeliano nel novembre scorso.
La manifestazione avviene al momento della riunione di inizio settimana dell’esecutivo di Benyamin Netanyahu in cui si è prospettata la possibilità di organizzare un summit in Egitto, entro questo mese di gennaio, per rilanciare il negoziato di pace tra Israele e Autorità nazionale palestinese. Un incontro tra il presidente dell’Anp Mahmud Abbas e il presidente egiziano Hosni Mubarak è in calendario per domani.

Adottato per facilitare la ripresa dei colloqui di pace, il congelamento delle colonie ha scontentato tutti: i coloni che vogliono continuare nell’espansione dei loro centri abitati; e i palestinesi che hanno giudicato il provvedimento insufficiente, perché non comprende anche Gerusalemme, dove la crescita degli insediamenti continua.

Il capo di Hamas in esilio, Khaled Meshal, ha detto, durante la sua visita a Ryad in Arabia Saudita, che la riconciliazione con l’altra principale fazione palestinese, il partito Fatah del presidente Abbas, è vicina. Restano comunque degli ostacoli sulla via della pace: come la costruzione del muro sotterraneo, da parte egiziana, per interrompere i tunnel verso la Striscia di Gaza che servono per contrabbandare merci. Una manifestazione contro il muro si è svolta a Beirut, in Libano, organizzata dai responsabili di un gruppo religioso sunnita.