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Bomba contro la Procura generale di Reggio Calabria

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Bomba contro la Procura generale di Reggio Calabria

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La ndrangheta calabrese alza il tiro, e con una azione senza precedenti attacca gli uffici giudiziari. Alle prime ore di domenica mattina, un ordigno è stato fatto scoppiare davanti alla sede della Procura generale di Reggio Calabria, nell’Italia del Sud, causando solo danni materiali.

Per gli inquirenti, che ritengono chiara la matrice mafiosa del gesto, resta da interpretare la motivazione, come spiega il procuratore generale, Salvatore Di Landro.

“Certamente il crimine organizzato è stato da qualche parte toccato, se ha deciso di colpire una sezione giudiziaria di solito defilata nella lotta alla mafia”.

La ndrangheta rappresenta ormai la principale mafia italiana, e secondo i magistrati potrebbe essersi decisa a colpire proprio a causa dell’attività giudiziaria di contrasto messa in atto dalle procure, in particolare in materia di sequestro di beni.

Le cosche calabresi, oltre alle estorsioni sistematiche e agli appalti pubblici, gestiscono in esclusiva anche i traffici globali di stupefacenti e di armi.

Secondo il Censis la ndrangheta ha un giro d’affari annuale pari a 44 miliardi di euro.