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Mussavi dice di essere pronto a morire

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Mussavi dice di essere pronto a morire

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Mentre l’ex candidato alle presidenziali iraniane Mir Hossein Mussavi dice di essere pronto anche a morire per la sua battaglia in favore delle riforme, un altro ex candidato alle elezioni, Mohsen Rezai, che fu capo dei pasdaran, tenta la carta del dialogo, scrivendo una lettera all’ayatollah Alì Khamenei.
 
Nella lettera vengono riprese alcune idee di Moussavi e viene chiesto alla guida suprema di intervenire. In sostanza Rezai auspica un compromesso fra l’ala dura del regime e l’opposizione, che continua a far parlare di sé dopo la manifestazione di domenica scorsa a Teheran nel corso della quale almeno 8 persone sono morte. 
 
Per il momento il regime sembra sordo a ogni tentativo di conciliazione. Il vice presidente del sistema giudiziario Ebrahim Raisi:
 
“Per nessuna ragione collaboreremo con i rivoltosi, con quelli che violano la legge e mettono in pericolo la sicurezza della popolazione”.
 
I cortei di sostegno alla Repubblica Islamica e ai suoi dirigenti si susseguono e ce ne sono stati anche oggi a Teheran. Lo stato serra i ranghi.
 
Mercoledì il capo della polizia aveva avvertito che ulteriori violazioni dell’ordine pubblico non sarebbero state tollerate e che i leader della rivolta saranno trattati come nemici di Dio, il che, in Iran, implica la minaccia della pena capitale.