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La "Sindrome della Moncloa" colpisce ancora

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La "Sindrome della Moncloa" colpisce ancora

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Al potere da quasi sei anni, José Luis Rodriguez Zapatero tenta di ridare lustro alla propria immagine sfruttando la presidenza spagnola dell’Unione Europea. Brillare a Bruxelles, dunque, per riguadagnare punti in patria, dove i sondaggi lo danno sempre più in calo.

Non sarà facile – col Trattato di Lisbona, in vigore da un mese, la presidenza di turno ha molto meno potere.
E poi c‘è la crisi economica, molto grave in Spagna, è questo oggi il chodo fisso degli spagnoli, il lavoro – probabile che la presidenza europea sia l’ultima delle preoccupazioni per il disoccupato in fila all’ufficio di collocamento.

Il Paese va male: quattro milioni di senzalavoro, si sfiora il diciotto percento; l’edilizia, grande motore della crescita iberica, boccheggia, cosi’ come annaspa Zapatero. Eletto nel 2004, confermato nel 2008, caracolla nei sondaggi di fronte alla ripresa dell’opposizione conservatrice.

E non è detto che scegliere il rilancio di lavoro ed economia quali temi portanti della presidenza europea spagnola assicurino un ritorno di fiamma dei suoi connazionali.

Mentre i due terzi ritengono l’incarico alla testa dell’Unione importante, altrettanti si dicono tiepidi nei confronti delle questioni europee.
Se poi Zapatero conta sulla presidenza spagnola per acquistare visibilità sulla scena internazionale, il Trattato di Lisbona non lo aiuta: dovrà infatti fare i conti con le due nuove figure previste:

- il presidente del Consiglio Europeo, il belga Herman van Rompuy, che presiederà i vertici (Zapatero vi sarà presente ma solo in quanto capo del governo spagnolo);

- e la britannica Catherine Ashton, neo ministro degli esteri, ormai è assodato, dell’Unione Europea. A Miguel Angel Moratinos, numero uno della diplomazia spagnola, restano gli incontri a livello informale.

In ogni caso Zapatero ha già messo le mani avanti: nella foto ufficiale con Barack Obama in occasione del Vertice Usa – Unione Europea, a maggio, Trattato o non Trattato, lui ci sarà.