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Lituania, si spegne l'ultimo reattore atomico

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Lituania, si spegne l'ultimo reattore atomico

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Un’ora prima dell’arrivo del nuovo anno, l’ultimo reattore della centrale nucleare di Ignalina si spegnerà per sempre. La Lituania realizza così l’impegno preso al momento della sua adesione all’Unione europea, ma ad un costo altissimo: Ignalina assicurava il 70 per cento del fabbisogno elettrico del Paese, che ora diventa completamente dipendente dalle importazioni.

“E’ un dato di fatto – dice il direttore della centrale Viktor Shevaldin – che l’economia lituana non è pronta a rinunciare all’energia atomica. Speriamo di non rimanere del tutto senza elettricità. Parte dell’energia verrà dalle centrali termiche che bruceranno gas proveniente dalla Russia e un’altra parte dovrà essere acquistata all’estero”.

Il sacrificio più grande sarà chiesto ai cittadini, che vedranno aumentare la loro bolletta del 30 per cento; in un momento in cui la crisi economica sta mettendo in ginocchio il Paese, che conosce, tra l’altro, una riduzione demografica epocale.

La chiusura, richiesta per motivi di sicurezza, lascia increduli molti cittadini.

“E’ troppo presto per spegnerla – dice Viktorija Svirskij -. Non ce n’era bisogno. Ma com‘è possibile? La centrale era la gallina dalle uova d’oro, perché chiuderla proprio ora? Dovrebbero lasciarla in funzione”.

La centrale era della stessa generazione di quella ucraina di Cernobyl, che esplose nel 1986. Ora il governo di Vilnius sta potenziando le centrali termiche esistenti.