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I 10 anni di potere di Putin

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I 10 anni di potere di Putin

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Non solo la festa di fine d’anno. In Russia, il 31 dicembre segna anche il decennale dell’ascesa al potere di Vladimir Putin.

Quando diventò presidente ad interim, era praticamente uno sconosciuto. Boris Eltsin colse tutti di sorpresa quando annunciò le sue dimissioni nell’ultimo giorno dell’anno e indicò come suo successore colui che era stato da poco nominato primo ministro.

Dopo una convincente vittoria elettorale qualche mese dopo, l’ex agente del Kgb si mostrò determinato non solo a coltivare la propria immagine di sportivo, ma anche a mettere fine al caos e all’instabilità che avevano caratterizzato gli ultimi anni della presidenza Eltsin.

Putin riuscì a mettere l’indisciplinato parlamento sotto il suo controllo e abolì l’elezione diretta dei governatori regionali. In molti apprezzarono il suo decisionismo.

“Putin sfruttò il risentimento e la frustrazione esistenti nella popolazione russa alla fine degli anni Novanta dice un’analista politica -. E fece in modo di abolire la partecipazione e la competizione politica, imponendo di nuovo il monopolio dello Stato nelle decisioni politiche”.

Poi è stata la volta dei media. Vladimir Putin comprese che la maggior parte dei russi s’informavano con la televisione pubblica e quindi fece in modo di riportarla sotto il controllo del governo.

Mentre il presidente era impegnato a riorganizzare lo Stato a sua immagine, la vita per il russo medio migliorava. Grazie soprattutto al boom dei prezzi di petrolio e gas, una nuova classe media emergeva nelle principali città, mentre qualcuno si arricchiva. In pochi sembravano preoccupati della libertà politica.

Con la classe degli oligarchi, diventati miliardari con Eltsin, Putin fece un patto: continuate pure a fare i vostri affari, ma state fuori dalla politica.

Per chi non rispettò il patto, come Mikhail Khodorkovsky, l’uomo più ricco di Russia e a capo del gigante petrolifero Yukos, si aprirono le porte del carcere, con una condanna a 8 anni per evasione fiscale.

Putin marginalizzò l’opposizione liberale. E sono rimasti impuniti coloro che hanno eliminato i suoi critici più agguerriti, come la famosa giornalista Anna Politkovskaya.

Nel 2008 Vladimir Putin ha scelto come suo successore alla presidenza Dmitry Medvedev, che avrebbe poi stravinto le elezioni. Rimasto al potere come primo ministro, nell’ultimo anno e mezzo Putin ha agito in modo da non lasciare alcun dubbio su chi realmente continua ad avere il potere in Russia.

L’economia russa dipende sempre da petrolio e gas, la corruzione continua a caratterizzare i rapporti sociali, ma non c‘è dubbio che Putin abbia ridato alla Russia l’ambizione di super potenza mondiale. In attesa di un suo probabile ritorno, tra due anni, al Cremlino.