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Teheran minaccia di morte gli oppositori

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Teheran minaccia di morte gli oppositori

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Gli oppositori iraniani sono “nemici di Dio”, da condannare a morte secondo la legge della sharia. La Repubblica islamica alza i toni e minaccia così, per voce di un rappresentante della Guida suprema, i leader dell’opposizione riformista.

Circolano intanto nuovi video delle manifestazioni di protesta contro il regime ricominciate domenica. Le più imponenti degli ultimi mesi nel Paese.

E gli espatriati iraniani si mobilitano per far sentire la propria voce: “Oggi mandiamo un messaggio all’Unione Europea e al mondo”, dice un manifestante a Parigi, “non appoggiate questo regime, smettete di dare appoggio a questo regime che sta uccidendo i propri cittadini per le strade, gente non armata che chiede solo di vivere in un paese libero e democratico”.

Il regime di Teheran risponde con gli arresti – altri 7 giornalisti, una militante per i diritti delle donne, il cognato di Mir Hossein Moussavi oltre alla sorella del Premio Nobel Shirin Ebadi – ma anche con la forza di contro-manifestazioni in sostegno al governo sempre più imponenti.

“Siamo qui per chiedere alla giustizia di punire i leader della sedizione Moussavi, Karroubi e Khatami”, dice un manifestante, “Tutte le proteste seguite alle elezioni sono causa loro, vanno puniti”.

La televisione iraniana trasmette le immagini di manifestazioni di appoggio al regime in varie città del paese. E la partita si gioca anche sul piano internazionale, con le crescenti accuse di Teheran a Londra e Washington di fomentare e appoggiare le proteste.