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Intelligence Usa, chi ha sbagliato?

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Intelligence Usa, chi ha sbagliato?

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Obama non ha usato mezzi termini. L’ attentato a bordo del volo Delta Northwest rappresenta un fallimento del sistema d’ intelligence. Responsabilità umane ma anche falle strutturali nella rete delle 16 agenzie che gestiscono la sicurezza.

All’indomani dell’attentato dell’ 11 settembre nell’ occhio del ciclone finirono la Cia e l’FBI che si rimpallarono pubblicamente le responsabilità. La rivalità tra le due agenzie avebbe impedito il passaggio delle informazioni utili ad intercettare i terroristi.

Secondo la Cia, l’ FBI non indago’ sulla lista dei sospettati che prendevano lezioni di volo negli Stati Uniti. Secondo L’FBI, la Cia non trasmise informazioni chiave per l’identificazione dei terroristi.

Per l’intelligence americana fu un fiasco dalle conseguenze catastrofiche che indusse l’allora presidente Bush a correre ai ripari mettendo mano all’intero sistema della sicurezza statunitense.

La riforma vedrà la luce nel dicembre 2004. Tra le novità l’istituzione della DNI, la Direzione dell’Intelligence nazionale, con compiti di coordinamento.

“La DNI avrà il compito di raccogliere nuove informazioni e di assicurare la comunicazione tra le varie agenzie”- ha dichiarato Bush.

Nel sistema attuale la Direzione dell’intelligence nazionale coordina 16 agenzie, tra queste anche il Centro nazionale del Controterrorismo, pietra angolare secondo Bush della “guerra al terrorismo”.

E ‘ proprio questo centro oggi ad essere indicato come la falla nel sistema, Non comunicando che Umar Farouk Moutallab era un pericoloso estremista, ha di fatto permesso si imbarcasse indisturbato su un volo di linea.

Come è potuto accadere? Dai cervelloni del Centro nazionale del Controterrorismo passano 6 mila dossier al giorno, 400 mila i nomi salvati nel database. Secondo gli addetti ai lavori una quantità di informazioni troppo grande per mettere al riparo da errori.