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Francia, Sarkozy rilancia sulla carbon tax

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Francia, Sarkozy rilancia sulla carbon tax

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Il governo francese è deciso a presentare una nuova versione della carbon tax, dopo che il consiglio costituzionale ha, a sorpresa, bocciato quella che sarebbe dovuta entrare in vigore il primo gennaio. I membri del consiglio si sono pronunciati contro perché hanno ritenuto che la norma avrebbe introdotto troppe disparità.

Il Consiglio costituzionale ritiene che la carbon tax sia contraria al principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e rispetto al pagamento delle imposte, ciò vuol dire: contraria all’uguaglianza dei cittadini e contraria all’uguaglianza dei contribuenti perché in situazioni simili non tutti pagano lo stesso.

In effetti la legge prevedeva diverse esenzioni totali. Per le centrali termiche, per le industrie chimiche e per il trasporto pubblico. E alcune esenzioni parziali: per l’agricoltura e la pesca, per il trasporto delle merci su gomma e per il trasporto marittimo.

In conclusione, il 93% delle fonti di emissioni industriali nocive sarebbe stato esentato dal pagamento, che invece i semplici contribuenti avrebbero integralmente supportato. Da qui la richiesta, da parte dell’opposizione socialista, di un pronunciamento dei saggi del Consiglio.

La loro decisione è una grave sconfitta per il presidente francese Nicolas Sarkozy che si era personalmente impegnato a sostenere la legge, presentandola come un passo avanti storico, per la Francia, nella lotta al riscaldamento climatico.