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Amsterdam: scanner corporali entro tre settimane

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Amsterdam: scanner corporali entro tre settimane

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Scanner corporali all’aeroporto di Amsterdam, per controllare tutti i passeggeri diretti negli Stati Uniti. Alle polemiche degli ultimi giorni, il governo olandese risponde ordinando una stretta sulla sicurezza. Nel primo commento pubblico dal fallito attentato al volo di Natale diretto a Detroit, le autorità hanno inoltre confermato la prosecuzione delle indagini.

Gli inquirenti puntano soprattutto a determinare se l’aspirante kamikaze avesse complici o supporti logistici sul posto.

Il Ministro olandese degli interni Guusje ter Hoorst respinge intanto ogni critica:

“Il ragazzo era in possesso di un visto valido per gli Stati Uniti – ha detto -. La lista dei passeggeri, che era stata stilata in precedenza, non presentava alcun elemento che ci suggerisse di adottare cautele particolari. Secondo quanto previsto dalle procedure, il giovane è stato quindi sottoposto ai normali controlli, ma il metal detector non ha rilevato nulla di particolare”.

Da qui la decisione di ricorrere agli scanner corporali. Quindici quelli che saranno operativi a Schiphol entro tre settimane. Tanto ci vorrà per equipaggiarli di un software, che consentirà di effettuare i controlli in automatico e senza l’intervento del personale. Una semplice mossa, in grado di evitare le ingerenze nella privacy, appena qualche mese fa all’origine della loro bocciatura da parte del Parlamento europeo.