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Iran. Gli uomini del regime chiedono il pugno di ferro

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Iran. Gli uomini del regime chiedono il pugno di ferro

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Mentre continuano a filtrare dalla rete filmati che testimoniano della violenza della manifestazione di domenica scorsa a Teheran, che ha provocato diversi morti, il regime iraniano fa quadrato.

Il presidente del parlamento Alì Larijani si è detto favorevole a condannare al massimo della pena quelli che ha definitivo i controrivoluzionari, ma Larijani ha anche auspicato una distinzione fra i cosiddetti cospiratori e l’opposizione riformatrice in seno alla Repubblica Islamica con cui secondo l’ex capo negoziatore sul nucleare, si può dialogare a patto che prenda le distanze dalla controrivoluzione.

Un grande corteo a favore del governo si è svolto ieri a Teheran. Intanto la diaspora iraniana si organizza in tutto il mondo e in particolare in Europa, forte della condanna espressa dai dirigenti dell’Unione e da Washington:

“Le manifestazioni continueranno, ci sarà uno sciopero – ha dichiarato da Parigi il regista iraniano Mohsen Makhmalbaf – la popolazione intende seriamente continuare fino alla distruzione del regime”.

La premio Nobel per la pace 2003 Shirin Ebadi ha fatto sapere che sua sorella Noushine è stata arrestata. La donna non si occupa di politica, si tratterebbe, secondo l’avvocatessa che dedicato la vita alla difesa dei diritti umani nel suo paese, di una forma d’intimidazione nei suoi confronti.