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Il governo iraniano alza il tiro con Londra

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Il governo iraniano alza il tiro con Londra

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Il governo iraniano cerca di riconquistare la piazza, e ingaggia una dura battaglia verbale con il Regno Unito. Decine di migliaia di sostenitori del regime hanno manifestato a Teheran per chiedere che l’opposizione sia punita, per avere fomentato i disordini in occasione dell’Ashura, durante i quali almeno otto persone sono morte.

Intanto si registrano altri arresti, incluso quello della sorella di Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace. Il presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani ha invitato i giudici a fermare i responsabili dei cortei antigovernativi, mentre sul piano diplomatico, peggiorano le relazioni con Londra, dopo la condanna della dura repressione di domenica.

L’ambasciatore britannico a Teheran è stato convocato. Ma non finisce qui: “Se Londra non smetterà di dire stupidaggini contro l’Iran – ha detto il Ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki:
riceverà un pugno in faccia”. Mentre il braccio di ferro prosegue, dall’opposizione arrivano altre immagini via internet. E notizie di scontri, non solo nella capitale. Notizie non verificabili, a causa delle restrizioni imposte alla stampa estera. Un rappresentante della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato che i leader dell’opposizione sono “nemici di dio” e dovrebbero essere giustiziati in base alla Sharia, la legge islamica.