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Iran: arrestati decine di avversari politici

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Iran: arrestati decine di avversari politici

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Pugno di ferro di Teheran nella repressione del dissenso. A poche ore dalle contestazioni finite nel sangue domenica, le autorità iraniane sono passate all’attacco degli avversari politici: almeno una decina gli esponenti dell’opposizione arrestati in giornata. Fra loro anche tre consiglieri di Mir Hossein Moussavi, l’ex candidato alle presidenziali, che negli scontri ha perso il nipote Ali Habibi.
Oltre 60 feriti e 8 vittime fra Teheran e Tabriz, il bilancio fornito dal Consiglio supremo della sicurezza nazionale. La tv di stato parla di 300 arresti e 15 morti.
Secondo questa fonte, i decessi sarebbero però imputabili alla calca, piuttosto che all’intervento delle forze di sicurezza. Una posizione condivisa dalle stesse autorità, che annunciano l’apertura di un’inchiesta. Ferma invece la condanna dell’opposizione: almeno 4 persone sarebbero morte sotto il fuoco, aperto deliberatamente della polizia.
Le emittenti iraniane diffondono intanto le immagini della folla che ha sfilato a Teheran e nella città di Qom per esprimere la sua solidarietà al governo. In giornata, secondo alcuni blog dissidenti, le forze di sicurezza sarebbero nuovamente intervenute con i gas lacrimogeni, per disperdere un migliaio di contestatori, che manifestavano nella capitale.