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Iran, ancora scontri in piazza. E si contano i morti

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Iran, ancora scontri in piazza. E si contano i morti

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Mai cosí violenti gli scontri in Iran tra forze di polizia e manifestanti dell’opposizione, tornati in piazza in occasione dell’Ashura e delle commemorazioni per la morte dell’ayatollah Hossein Ali Montazeri.

Una giornata di protesta tra le piú sanguinose dalle contrastate elezioni del giugno scorso a oggi: trecento gli arresti, diversi i feriti anche tra i poliziotti.

Controverso invece il bilancio dei morti: sul proprio sito, l’opposizione parla di 15 persone uccise, la polizia ridimensiona a 5.

Tra i morti ci sarebbe anche il nipote di Mir Hossein Moussavi, il leader dell’opposizione che ha dato vita al movimento verde contro la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad.

La notizia, data e poi smentita dall’emittente in lingua inglese PressTv in un resoconto che ridimensiona gli incidenti, sarebbe stata invece confermata dalla famiglia.

Nella serata di domenica, la protesta si è estesa verso la provincia, mentre le forze dell’ordine parlano di un ritorno alla calma a Teheran.

E anche l’ex presidente Mohammad Khatami, capo dell’opposizione riformista, in un paese in cui è proibito manifestare è stato ridotto al silenzio, trascinato fuori dalla sala in cui avrebbe dovuto parlare ai suoi sostenitori.