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I Hmongs costretti a tornare in Laos

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I Hmongs costretti a tornare in Laos

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Sono fantasmi della guerra fredda. Circa 4mila rifugiati di etnia Hmongs sono costretti ad abbandonare la Tailandia per rientrare nel Laos che avevano lasciato ai tempi della guerra in Vietnam. Il trasferimento si compie ai sensi di un accordo fra i governi di Bangkok e Vientiane ma, secondo le organizzazioni internazionali per i diritti umani, senza le dovute garanzie per i Hmongs che, in Laos, rischiano di essere trattati come traditori.

Durante la guerra del Vietnam i Hmongs si sono messi dalla parte degli Stati Uniti. Poi, nel 1975, quando i comunisti hanno preso il potere anche in Laos, molti sono fuggiti in Tailandia. Altri sono rimasti in Laos alimentando la guerriglia contro il governo. Da qui i problemi:

“Ci sono circa 300 persone che ancora rifiutano di partire – dice il colonnello Thana Charuwat, dell’esercito tailandese – Stiamo cercando di persuaderli. Ma non vogliamo usare la forza, il processo sarà non violento”.

In virtù della loro partecipazione alla guerriglia anticomunista, negli anni scorsi diversi appartenenti a questa etnia hanno ottenuto asilo politico negli Stati Uniti e in altri paesi del blocco occidentale. Ancora oggi, secondo le associazioni umanitarie, i Hmongs costretti a lasciare la Tailandia avrebbero tutte le ragioni di pretendere lo statuto di rifugiato politico.