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Scontri in Iran: la tv di stato conferma morti e arresti

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Scontri in Iran: la tv di stato conferma morti e arresti

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Alla fine anche la tv di stato ammette: i morti, in Iran, ci sono stati. E le immagini arrivate via internet mostrano tutta la violenza dei più gravi scontri tra opposizione e forze dell’ordine dalle contestate elezioni presidenziali di giugno. Tra le persone rimaste uccise c‘è anche il nipote di Mir Hossein Moussavi, l’ex candidato presidenziale che ha dato vita al “movimento verde” contro la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad.

I mezzi della polizia vengono dati alle fiamme, gli agenti aggrediti dalla folla, a sua volta caricata dalla polizia, che prima retrocede, e poi torna ad avanzare. In un Paese dove alla stampa estera è stato impedito di raccontare le manifestazioni anti-governative, queste immagini diventano l’unica testimonianza di un braccio di ferro per ora senza fine. In cui anche anche l’insegna di una via di Teheran dedicata alla Guida Suprema viene calpestata e distrutta.

Con il diritto di manifestazione negato, l’opposizione, l’onda verde, ha sfruttato ogni occasione per scendere in piazza: l’Ashura, così come il settimo giorno dalla morte del grande ayatollah dissidente Hossein Ali Montazeri. Il bilancio non si può confermare. Secondo l’opposizione, i morti sarebbero almeno otto, in una protesta che varca i confini di Teheran, per raggiungere altre parti del Paese.