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Tsunami: l'Asia ricorda

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Tsunami: l'Asia ricorda

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Sono passati cinque anni e l’Asia si ferma per ricordare.
Tante cerimonie sono state organizzate per non dimenticare le centinaia di migliaia di persone morte in una delle più gravi catastrofi naturali della storia. Una catastrofe riecheggiata anche questo sabato per una forte scossa di terremoto che ha colpito l’Indonesia senza conseguenze.
Lo scossa è stata registrata alle 15.57 locali, circa 152 chilometri a nordovest di Tual a una profondità di 67 chilometri.
Circa 48.000 persone persero la vita nelle località costiere in Sri Lanka e in India, questa donna racconta di esser stata salvata da un monaco buddista.
Oltre 2000 turisti provenienti da paesi europei perirono in Tailandia soprattutto a Kai Lak dove migliaia di lanterne sono state accese per ricordare, per mantenere il ricordo vivo come nelle parole di una sopravvissuta: “Cinque anni fa lavoravo per la croce rossa siamo tornati a Londra per raccogliere denaro e credo che questa di oggi, sia una grande celebrazione di vita”.
Fu proprio nel giorno di Santo Stefano del 2004 che la furia del mare si scatenò. La forza del terremoto raggiunse la magnitudo di 9,3 della scala Richter. Questo provocò un’onda anomala altra come un palazzo di cinque piani che distrusse le coste di tutta l’Asia meridionale. Le stime ufficiali parlano di circa 226.000 vittime, ma si sospetta che siano di più e molti dei loro nomi forse, non si conosceranno mai.