ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Aggressione al Papa, dubbi sulla sicurezza

Lettura in corso:

Aggressione al Papa, dubbi sulla sicurezza

Dimensioni di testo Aa Aa

Sono 350 gli uomini addetti alla sicurezza del Papa. Solo all’esterno di San Pietro sono circa 140 i carabinieri e i poliziotti italiani addetti alla sorveglianza. Per non parlare delle decine di metal detector sotto cui bisogna passare per avere accesso alla Basilica. Eppure, l’aggressione di ieri contro Benedetto XVI ha fatto sorgere parecchi dubbi sull’efficienza della sicurezza che circonda il pontefice.

Un secondo tipo di filtro è costituito dai circa cento gendarmi vaticani. E poi ci sono le famose guardie svizzere, esercito personale del Papa. Proteggerlo in mezzo alla folla pero’ non è facile.

Già nel giugno 2007, Benedetto XVI aveva subito un attacco: stava attraversando la piazza vaticana a bordo della papamobile, quando un ragazzo tedesco supero’ le transenne per lanciarsi contro la vettura.

Le misure di sicurezza in Vaticano vennero incrementate dopo l’attentato del 1981 a Giovanni Paolo II. Allora il killer turco Ali Agca sparo’ al Papa polacco nel tentativo di ucciderlo. Appena un anno dopo, Wojtyla fu ferito da un prete spagnolo che lo aggredì durante una cerimonia religiosa a Fatima, in Portogallo.