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Condanna per la sentenza contro Liu Xiaobo

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Condanna per la sentenza contro Liu Xiaobo

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Il governo cinese sotto accusa per la condanna a Liu Xiaobo. 54 anni, tra i protagonisti della protesta di piazza Tienanmen del 1989, il più noto dissidente cinese dovrà scontare undici anni in carcere per “istigazione a sovvertire i poteri dello Stato”. Dura la critica dell’Occidente e dei gruppi di difesa dei diritti umani, a partire da Human Rights Watch. “E’ un verdetto estremamente severo – dice Phelim Kine -, e siamo sorpresi e sconvolti dal fatto che il governo cinese abbia scelto di punire Liu Xiaobo in modo così duro, considerato che è completamente innocente rispetto a queste accuse di sovversione”.

I sostenitori di Liu Xiaobo si sono riuniti fuori dal tribunale alla periferia di Pechino, dove è stata emessa la sentenza. Come loro, in aula non sono stati ammesse decine di giornalisti stranieri e diplomatici. “Continuiamo a fare appello al governo cinese – ha detto il rappresentante dell’Ambasciata Usa a Pechino Gregory May – per la scarcerazione immediata e per il rispetto dei diritti di tutti i cittadini cinesi di esprimere in modo pacifico le loro idee politiche a favore di libertà fondamentali riconosciute universalmente, incluso il diritto di petizione”.

L’accusa è basata su alcuni suoi articoli pubblicati su internet e su Carta 08, di cui Liu Xiaobo è stato uno dei principali firmatati, un documento che critica il Partito comunista e chiede l’instaurazione in Cina di un sistema democratico .