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Difficile Natale in Terra Santa

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Difficile Natale in Terra Santa

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Decine di cristiani di Gerusalemme si affollano intorno a un Babbo Natale inviato dall’amministrazione cittadina per distribuire, gratuitamente, alberi da decorare:

“Non ci sono veri abeti così siamo venuti qui a prendere uno degli alberi che distribuiscono gratis”.

I cristiani, ortodossi per lo più, sono ormai meno del 2% della popolazione in Terra Santa. Una popolazione in costante diminuzione se si pensa che, negli anni ’50, rappresentavano circa il 15% della popolazione.

120mila sono gli arabi israeliani, 50mila vivono in Cisgiordania e poco meno di 3mila a Gaza.

E a Gaza il Natale coincide più o mono con il primo anniversario dell’operazione militare “Piombo fuso” lanciata dagli israeliani. La città subisce ancora il blocco e i rari articoli natalizi che ornano le vetrine arrivano clandestinamente dall’Egitto:

“La domanda è davvero bassa – dice un commerciante – per diverse ragioni: prima di tutto non c‘è stabilità, inoltre la frontiera è chiusa e poui, comunque, la merce che abbiamo è poca”.

L’atmosfera non è propizia alla gioia e c‘è chi ha addirittura deciso, per protesta, che quest’anno il Natale non lo festeggerà.