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Cina. La sentenza contro il dissidente Liu Xiaobo a Natale

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Cina. La sentenza contro il dissidente Liu Xiaobo a Natale

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Una piccola folla si è riunita davanti al tribunale di Pechino dove si è svolto il processo contro Liu Xiaobo, ma nessuno è riuscito a entrare. Né i sostenitori del più famoso dissidente cinese, né i rappresentanti diplomatici europei e statunitensi che protestavano contro il suo arresto.

L’ex docente di letteratura, che ha già conosciuto il carcere per i fatti di Tien an men e il campo di rieducazione, è accusato di sovversione e rischia fino a 15 anni.

La sentenza verrà emessa il giorno di Natale. Secondo i difensori dei diritti umani, la data è stata scelta contando sulla distrazione della stampa occidentale per via della festa. Gregory May, dell’ambasciata statunitense a Pechino ha dichiarato:

“Chiediamo al governo cinese di rilasciarlo immediatamente e di rispettare il diritto di tutti a esprimere pacificamente le proprie opinioni politiche relative alle libertà fondamentali universalmente riconosciute, inclusa quella di sottomettere una petizione al proprio governo”.

Liu è finito sotto processo per aver contribuito al lancio, l’anno scorso, della “Charta 08”, una petizione, su internet, in favore di riforme democratiche:

“Quel che sta accadendo è l’esemplificazione del meccanismo di controllo – dice l’avvocato suo amico Teng Biao – Prima di Liu Xiaobo ci sono stati molti altri casi di giornalisti e scrittori finiti sotto processo per aver espresso le loro idee. Ma in qualunque società il principio più importante da garantire è la libertà di espressione”.

Fuori dal tribunale i sostenitori di Liu hanno distribuito nastri gialli, simbolo ben augurale per il destino del dissidente imputato. Ma i nastri non sono rimasti a lungo là dove i manifestanti li avevano annodati.