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Furto ad Auschwitz: si segue pista straniera

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Furto ad Auschwitz: si segue pista straniera

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Chi ha commissionato il furto dell’iscrizione “Il lavoro rende liberi”, all’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz, è uno straniero e non risiede in Polonia: l’annuncio arriva dalla procura di Cracovia. Gli investigatori non hanno tuttavia voluto confermare le indiscrezioni apparse su una tv locale, a poche ore dal ritrovamento dell’iscrizione, che parlava del coinvolgimento di un collezionista d’arte svedese.
Finora cinque persone, tra i 20 e i 39 anni, sono state accusate del furto della scritta in metallo divenuta Patrimonio dell’Umanità: rischiano fino a dieci anni di prigione.

La procura ha fortemente criticato i sistemi di sicurezza interni al campo di Auschwitz e non ha escluso l’apertura di un’inchiesta: i ladri sarebbero entrati in due riprese senza essere notati dai vigilanti.

L’iscrizione è stata tagliata in tre parti, privata della “I” finale che è stata lasciata sul posto. La sua scomparsa aveva suscitato profonda emozione in tutto il mondo. La comunità ebraica aveva temuto di non recuperarla in tempo per le celebrazioni a gennaio del 65esimo anniversario della liberazione del campo, in cui morirono più di un milione di persone, da parte dell’Armata Rossa.