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1 gennaio 2010: la centrale di Ignalina chiude i battenti

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1 gennaio 2010: la centrale di Ignalina chiude i battenti

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Conto alla rovescia per la chiusura della centrale nucleare di Ignalina in Lituania. Lo stop definitivo il primo gennaio 2010, secondo quanto previsto dal Trattato di adesione all’Unione europea sottoscritto da Vilnius.

Il reattore di fabbricazione sovietica è stato aperto nel 1983, tre anni prima del disastro alla centrale di Chernobil in Ucraina nell’aprile dell’86. L’esplosione al reattore 4 causo’ la fuoriuscita di una nube radioattiva che colpi’ migliaia e migliaia di persone. Fu il piu’ grave incidente nucleare della storia.

Intanto a quell’epoca il primo reattore di Ignalina funzionava a pieno regime. Era dello stesso tipo di quello di Chernobil: RBMK-1500, con una potenza elettrica leggermente inferiore. A Bruxelles pero’ non basta: Ignalina è troppo pericolosa. Dopo innumerevoli trattative e l’ingresso nel 2004 della Lituania nell’Unione Europea il si alla chiusura totale.

Una decisione non condivisa ancora oggi dal Direttore della centrale: “ Secondo gli esperti internazionali ci sono scarsissime possibilità che si possa verificare un qualche incidente. Praticamente una su un milione di anni di lavoro del reattore”.

Per rendere piu’ sicura la centrale il governo lituano negli ultimi 15 anni ha sborsato oltre 230 milioni di euro. Per venire incontro a Vilnius, l’Unione sta finanziando l’allacciamento della Lituania a centrali elettriche in Europa.

Il primo reattore fu chiuso infatti nel 2004. Da solo forniva il 90% del fabbisogno energetico nazionale.Il secondo attivo dall’87 si fermerà il 31 dicembre. Per smantellare tutta la struttura ci vorranno circa 25 anni per una spesa complessiva di un miliardo di euro. Un migliaio di persone prederanno il lavoro. Il fabbisogno di energia elettrica aumenterà del 30%.

Si tratta di un duro colpo per la Lituania già alle prese con una grave crisi economica.Il paese pero’ non si arrende e insieme a Estonia, Lettonia e Polonia progetta la costruzione di una nuova centrale nucleare capace di alimentare i quattro paesi. Se tutto andrà come previsto, sarà operativa entro il 2018.