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La Romania democratica festeggia i suoi 20 anni

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La Romania democratica festeggia i suoi 20 anni

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Era il 21 dicembre 1989, il dittatore Ceausescu, al potere dal 1965, raduna la folla sotto il suo palazzo, per condannare la rivolta di Timisoara, avvenuta cinque giorni prima. Una crepa nel suo regime, che Ceausescu intendeva tamponare quanto prima.

Ma la situazione, ancora una volta, gli scappa di mano: la folla lo contesta apertamente, è l’inizio della sua fine. Il dittatore è stordito dall’improvvisa reazione del popolo, fino a poche settimane prima un docile strumento, che applaudiva sotto il suo balcone.

Dopo qualche ora, una marea umana invade le strade di Bucarest: cominciano gli scontri con la polizia e l’esercito. Zoltan Andras era in strada, quel 21 dicembre di 20 anni fa.

“Era chiaro – dice – che gli equilibri del potere e l’intera situazione erano ormai rovesciati e qui, nel Magheru boulevard, si formo’ un gruppo spontaneo di persone che gridvano ‘abbasso Ceaucescu, abbasso il comunismo, vogliamo la libertà’ “.

Quel giorno i manifestanti bloccarono le arterie principali della città, affrontando apertamente i mezzi blindati dell’esercito. Quarantanove persone morirono negli scontri. Florian Iaru era tra i manifestanti: fu arrestato e imprigionato.

“Quel 21 dicembre – racconta -, alle 12, furono il giorno e l’ora piu’ belli della mia vita. E’ vero che da allora ho perso alcuni dei miei amici, morti nel frattempo; ma ogni anno non posso impedirmi di essere felice per non essere stato, allora, un vigliacco”.

I combattimenti in strada proseguirono la sera e la notte. All’alba, un nuovo corteo parte dal centro della città. Ceaucescu riunisce il suo gabinetto per decretare lo stato d’urgenza: ma è tardi, la folla incalza e il palazzo del regime viene occupato dai manifestanti.

Il 22 dicembre le immagini-simbolo fanno il giro del mondo: è appena passato mezzogiorno quando il dittatore e sua moglie scappano in elicottero. Ora il palazzo è sotto il completo controllo dei romeni. Sei giorni di rivolta mettono cosi’ fine a 24 anni di dittatura.

Tre giorni dopo Ceausescu e la moglie vengono giustiziati.