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Caschi blu in Congo, la missione non è finita

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Caschi blu in Congo, la missione non è finita

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La missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo va verso un rinnovo del mandato. La decisione dovrebbe essere presa dal Palazzo di Vetro lunedi’.

Presente in Congo da 10 anni, la Monuc, questa la sigla dell’operazione di pace, dovrebbe essere prolungata di altri 6 mesi.

La popolazione in Congo continua a subire le conseguenze degli scontri etnici e della guerra civile: soltanto nella località di Dongo, nel nord-ovest, 150 mila persone sono state sfollate negli ultimi 2 mesi.

A fianco dell’esercito congolese, i 16.500 uomini della missione Onu presidiano piu’ fronti: a est ci sono i ribelli ugandesi, quelli hutu del Rwanda e altre milizie. Nel nord-ovest, poi, i caschi blu hanno di recente installato una base, presso Dongo: la località è stata, da circa una settimana, ricondotta sotto il controllo dell’esercito regolare, ma non sono mancate numerose vittime, anche tra i civili inermi. E circa 84 mila persone sono fuggite in massa verso il vicino Congo-Brazzaville. Molti profughi hanno varcato la frontiera con imbarcazioni di fortuna.

“Noi abbiamo attraversato il fiume in piroga – racconta una donna – ma altri hanno usato dei bidoni o dei pezzi di legno. Oppure si sono aggrappati alle piroghe degli altri, ma non ce l’hanno fatta a rimanere attaccati e sono annegati. Sono molti gli annegati”.

Nei pressi di Dongo, la situazione è critica: gli scontri hanno provocato ufficialmente 100 morti, ma i danni per chi tenta di sopravvivere sono difficilmente misurabili.

Le organizzazioni umanitarie hanno difficoltà a raggiungere i profughi, che sono dispersi lungo 500 chilometri, sulle rive del fiume che separa la Repubblica del Congo e il Congo-Brazzaville. Dissenteria e malaria sono le minacce immediate.

Nel Congo-Brazzaville, soltanto nella città di Betou, sono giunti 12 mila rifugiati: l’ospedale è uno dei piu’ attrezzati della regione e sta facendo fronte all’emergenza. Una ex fabbrica di fiammiferi è diventata un campo di fortuna.