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Secondo giorno di visita, in Siria, per il premier libanese Saad al-Hariri

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Secondo giorno di visita, in Siria, per il premier libanese Saad al-Hariri

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La missione diplomatica è delicata: Hariri, che ha incontrato il presidente siriano Assad, è esponente di una tradizione politica che guarda alla Siria con molta diffidenza. E per l’attentato che nel 2005 falcio’ il padre di Hariri, Rafik, con gli uomini della sua scorta, si è con insistenza guardato alla Siria.

“Per noi in Libano è importante vedere restituito il Golan alla Siria – ha detto Hariri, domenica, al termine della due giorni – cosi’ come la Siria ha interesse a che i territori libanesi occupati da Israele ci siano restituiti”.

La questione di Israele, avversario comune, è certamente motivo di convergenza tra i due governi. Del resto, nella coalizione guidata da Hariri è presente il movimento radicale Hezbollah, alleato di Iran e Siria.

Spinta dalle pressioni internazionali seguite all’assassinio di Rafic Hariri, la Siria ha messo fine nella primavera 2005 all’occupazione di territori in Libano.