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La protesta dei Paesi in via di sviluppo

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La protesta dei Paesi in via di sviluppo

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Una sessione plenaria burrascosa a Copenhagen, dove alle prime ore del mattino è esplosa la rabbia di alcuni Paesi in via di sviluppo. A protestare per primo è stato lo Stato di Tuvalu, un arcipelago del Pacifico che ha chiesto asilo all’Australia in vista dell’innalzamento del livello del mare.

“Presidente, il nostro futuro non è in vendita”, ha affermato il suo delegato, Ian Fry.

Venezuela, Bolivia e Cuba sono contrari al testo poco ambizioso steso su iniziativa di pochi Paesi, tra cui i principali responsabili dell’inquinamento globale.

Alla fine della riunione c‘è chi ha anche sottolineato il contrasto con l’atmosfera ottimista della conferenza di Bali che due anni fa lanciò la road map in vista di Copenhagen.