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La Svizzera sospende la ratifica di un accordo fiscale con la Francia

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La Svizzera sospende la ratifica di un accordo fiscale con la Francia

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Sospesa dalla Svizzera la ratifica di un nuovo accordo con la Francia sulla doppia imposizione fiscale, firmato dai due Paesi in agosto.

Una decisione presa in segno di protesta contro la volontà di Parigi di usare un insieme di dati relativi a diversi francesi sospettati di evasione fiscale, trafugati alla banca HSBC a Ginevra.

L’elenco, arrivato in mano alle autorità francesi nel 2008, sarebbe stato fornito da un ex dipendente informatico della banca.

“Sì, abbiamo firmato un accordo sulla doppia imposizione con la Francia” ha spiegato il ministro delle Finanze elvetico Hans-Rudolf Merz. “A quel tempo, già si sospettava che il governo francese avesse ricevuto in modo illecito i dati. Ora le circostanze in merito devono essere chiarite a fondo. Prima di un chiarimento su cosa sia realmente successo, non si può prevedere se tutte le decisioni per l’attuazione del presente accordo fiscale saranno prese”.

La Francia non ha colpe, ha ribadito il presidente della Commissione finanze al Parlamento Didier Migaud. “Non capisco perché gli svizzeri siano sconvolti dalla situazione” afferma. “La Francia non è in alcun modo responsabile del come queste informazioni siano state acquisite in seno alla Banca HSBC e in Svizzera”.

Ai presunti evasori fiscali, Parigi ha dato tempo fino al 31 dicembre per regolarizzare la propria posizione. La Svizzera ha visto così rimessa in discussione la sua capacità di proteggere i clienti, in un anno in cui ha dovuto allentare le maglie del segreto bancario, sotto la pressione internazionale.