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Cina, impossibile un accordo a Copenhagen

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Cina, impossibile un accordo a Copenhagen

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Non c‘è nessuna chance di raggiungere un accordo operativo sul clima a Copenhagen questa settimana. Le parole di un alto responsabile della Cina pesano come pietre sul vertice danese, a un giorno dalla chiusura dei lavori.

Sembra cadere nel vuoto l’appello lanciato ieri proprio a Pechino, oltre che agli Stati Uniti, da Barroso per fare uno sforzo in più nella direzione giusta.

Ha cercato di dare un impulso anche il Premier danese Lars Lokke Rasmussen che ha assunto la presidenza della conferenza dopo le dimissioni della contestata Connie Hedegaard:

“Il mondo si aspetta che raggiungiamo un qualche tipo di accordo sul cambiamento climatico e non che continuiamo a disquisire di procedure, procedure, procedure” ha detto.

Il Presidente della Commissione Europea, mentre s’allunga l’ombra del fallimento e le proteste scombussolano il vertice, ha parlato ai microfoni di EuroNews mantenendo l’ottimismo:

“Penso che ci sia molta tattica, la tipica contrattazione e che ci sia bisogno di una spinta politica al negoziato. Io davvero credo sia possibile. 125 leader, capi di Stato e di governo arrivano qui. Non posso credere che torneranno a casa a mani vuote”.

Mentre le isole Tuvalu paragonano il vertice al Titanic e in attesa delle parole di Barack Obama, venerdì, c‘è un atto concreto: Australia, Francia, Giappone, Norvegia, Regno Unito e Usa hanno annunciato la creazione immediata di un fondo da 3,5 miliardi di dollari per contrastare la deforestazione.