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Vertice di Copenaghen, si moltiplicano gli appelli per un compromesso

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Vertice di Copenaghen, si moltiplicano gli appelli per un compromesso

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La Conferenza Onu sul clima si avvia al round finale con i timori di fallimento e gli appelli per un compromesso. Ieri si è aperta la sessione ad alto livello che dovrà decidere sul futuro del Pianeta. In questa fase cruciale, il presidente danese del vertice di Copenaghen Connie Hedegaard ha avvisato i ministri dell’ambiente sulla necessità di sbloccare i negoziati e di mediare: “In queste ore – ha detto – il successo è ancora a portata di mano. Ma, per il ruolo che ricopro, devo anche mettervi in guardia sul rischio di fallimento”.

Trovare una soluzione globale, per scrivere un futuro diverso, è anche l’appello del segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon: “Il tempo del consenso è arrivato. Nessuno otterrà tutto quello che vuole fuori da questi negoziati, ma se lavoriamo insieme, e troviamo un accordo, ognuno avrà ciò di cui ha bisogno”.

Ma mentre a Copenaghen si moltiplicano gli appelli per un compromesso, i due principali inquinatori del pianeta – Stati Uniti e Cina – hanno ribadito di non voler rimettere in discussione le loro posizioni sulla riduzione delle emissioni. Obiettivi per gli europei insufficienti a garantire un contenimento delle temperature entro i due gradi. Il presidente americano Obama, malgrado ciò, si è detto fiducioso sulla possibilità di giungere a un “accordo operativo”.